DAVID
Il 38 enne, tenore americano David Miller è probabilmente il componente musicalmente più completo de Il Divo.
David scoprì il suo amore per la musica da bambino, frequentò l’Oberlin Conservatory in Ohio dove ottenne una laurea in Vocal Performance e Opera Theatre. Divenne artista fisso della Pittsburgh Opera e cantante principale delle migliori compagnie teatrali di tutta America, Australia ed Europa. Nel 2002/2003 apparve nella produzione di Brodway “La Boheme”nei panni di Rodolfo Baz Lurman e mentre pianificava il suo debutto al New York Metropolitan, gli venne chiesto di entrare a far parte de Il Divo.
“Penso che l’opera sia la massima espressione a cui può tendere una bella voce” ha dichiarato David. L’esperienza ne “La Boheme” lo ha incoraggiato a “liberare la testa dai preconcetti vocali, aiutandolo ad usare la voce in un modo più personale.
Per entrare a far parte di un’opera si studia, si lavora con la tecnica con l’aiuto di un insegnante, si impara tutto alla perfezione ma ciò non necessariamente ti fa raggiungere la soddisfazione personale. Tutto ruota intorno alla perfezione del suono e gran parte della tua testa mentre canti è concentrata su ciò; si perde parte del rapporto con le persone. Il Divo invece lascia posto ai sentimenti. La nostra attenzione non punta al raggiungimento della perfezione. Avere la tecnica è solo un fattore che ci aiuta ad incentivare le emozioni che vogliamo trasmettere al pubblico”.
Mentre il suo collega Sebastien Izambard ha dovuto fare i salti mortali per esibirsi all’opera, David ha dichiarato che imparare per lui è stato molto semplice.”Mentre Sebastien ha una tecnica davvero naturale e ha scoperto cose della sua voce di cui ignorava l’esistenza, il grado di confidnza che ho con la mia voce è già arrivato al suo massimo. Ho dovuto imparare la tecnica pop. E’ un suono molto crudo, emotivo; un suono che tende ad essere coperto nell’opera.”
David si urta molto all’idea che Il Divo possa, in qualche modo, essere considerato un profanatore dell’opera. “Non cantiamo nessun’opera di repertorio. Vogliamo una fan base in cui il pubblico non percepisca l’opera come ad un arte elevata. Riuscireci sarebbe un bel traguardo”.
David ha anche dichiarato. “L’opera è come una medicina per me, sarà sempre parte di me. Non se ne andrà mai.”
Il tenore è molto felice della sua avventura nella musica pop: “Il più grande traguardo che io abbia raggiunto è quello di continuare a pensare al di fuori dei termini della musica. Ora ho molto più controllo delle mie capacità. In quattro anni la mia voce è diventata più forte grazie ad un allenamento che nessun cantante d’opera prenderebbe mai in considerazione. Ho imparato ad apprezzare culture diverse e generi musicali diversi. Ho avuto l’opportunità di vedere l’umanità intera e di capire come si relazioni con la musica. Ho imparato che ognuno ha una propria passione. Penso che Il Divo sia solo all’inizio; l’unico nostro limite è il cielo!”




